Dantedì

Care studentesse, cari studenti,
è trascorso ormai un mese dall’ultimo giorno di scuola e nelle nostre vite sono cambiate tante cose. Viviamo un periodo drammatico che ci impone sacrifici e ci procura preoccupazioni per la nostra salute e per quella dei nostri cari. Sono certa che le giornate a scuola vi manchino così come a me, ai vostri docenti e a tutto il personale mancano le vostre voci che non risuonano più nelle aule e nei corridoi vuoti del Falcone, ma dobbiamo e vogliamo credere che torneremo alla nostra vita e quel ritorno sarà per tutti una grande festa.

 

Nel frattempo avete sperimentato un mese di didattica a distanza con le difficoltà che anche le altre scuole e i vostri coetanei nel resto d’Italia stanno affrontando. Certamente non è facile, non è agevole studiare e imparare in questo modo e neanche insegnare lo è. Ma è la sola scuola che possiamo avere, che ci consente di restare in relazione con il nostro mondo, di guardare al futuro con coraggio e di costruirlo, soprattutto per voi. Perciò deve rappresentare un impegno e una priorità nelle vostre giornate a casa. Ed è da questa scuola a distanza che in occasione del Dante dì, che si celebra oggi 25 marzo, vi invito ad unirci nella commemorazione del Sommo Poeta. Ricordiamolo per i suoi capolavori, primo tra tutti la Divina Commedia, l’opera che legittima l’uso del volgare, cioè della lingua italiana, in letteratura affidandogli una geniale proiezione del mondo terreno in quello ultraterreno, l’opera in cui la passione politica, l’amore per la sua Firenze, per l’Italia futura e l’impegno civile di Dante uomo tanto hanno contribuito a fustigare i vizi del suo tempo. La sua lezione è viva e attuale, trascende la contingenza storica e parla all’umanità dei secoli a venire, parla anche a voi se avrete la voglia e la pazienza di conoscerlo e di ascoltarlo.

Vi saluto con affetto
  La vostra Preside
  Ivana Mandraccia